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Spreco alimentare

Soffermiamoci qualche istante a riflettere quanto lo spreco alimentare influenzi il sistema economico e agroalimentare sia a livello locale che globale

Basti pensare alla quantitĂ  di materia impiegata per la produzione dei beni di consumo che troviamo quotidianamente sulla nostra tavola e quanto di questo va a finire nella pattumiera.

Per produrre beni di prima necessità viene impiegata forza lavoro, energia, che di rado viene ricavata da fonti rinnovabili, risorse idriche e quando un prodotto non riesce ad arrivare sulle nostre tavole non dobbiamo pensare solo al prodotto in sé ma a tutto quello che vi è dietro. A questo includiamo il trasporto che inquina non poco.

Noi possiamo dare un grande contributo!

Insieme possiamo ridurre lo spreco alimentare attraverso piccoli gesti e far in modo che diventino abitudini.

Tutto quel cibo che rimane invenduto, a causa della data di scadenza troppo prossima e quindi non sfruttato dal consumatore finale è destinato direttamente al macero. Dobbiamo essere consapevoli dell’impatto ambientale che ha prodotto e produrrà un qualsiasi alimento.

Bisognerebbe fare attenzione alle etichette dei prodotti: La differenza riguardante la data di scadenza sta proprio nella dicitura “da consumarsi entro”, questo significa che il prodotto è idoneo al consumo solo fino al giorno indicato, mentre nel caso in la dicitura sia “da consumarsi preferibilmente entro” significa che quel tipo di alimento è ancora idoneo al consumo anche dopo la data consigliata.

Fare una lista della spesa prima di recarsi presso il supermercato in modo tale da acquistare solo quello che potrebbe essere veramente necessario.
Non hanno minore impatto ambientale tutti i materiali impiegati per il confezionamento degli alimenti che rimangono invenduti. Per questo motivo molte aziende si stanno muovendo su questo fronte per ridurre l’impatto dell’imballaggio sul nostro sistema ambientale.

Giusto per nominarne alcune FERRARELLE promuove una campagna di sensibilizzazione mettendo in evidenza come abbia provveduto alla creazione di uno stabilimento dedicato al riciclo; proprio grazie a questo progetto assicura di eliminare dall’ambiente 20.000 tonnellate di plastica all’anno, molta più di quanta ne produca. L’azienda garantisce la fornitura dei propri prodotti, per la linea BAR e ristoranti in plastica PET 100% riciclata, mentre nei supermercati ogni bottiglia ha almeno il 50% di R-PET. Il suo punto di forza è l’utilizzo del PET un tipo di plastica che si presta ad essere riciclato infinite volte (https://www.ferrarelle.it/rpet);
Un altro esempio è Misura, la linea dei prodotti del benessere di Colussi S.P.A, non utilizza plastica per confezionare alcuni prodotti, ma si serve di un materiale 100% compostabile, con l’obbiettivo di ridurre del 79% il consumo di plastica usa e getta entro l’anno 2023.

In modo consapevole molte aziende di prodotti alimentari stanno canalizzando la loro produzione verso un packaging eco-sostenibile. Al consumatore finale bisognerebbe offrire qualche informazione in più per far capire quanto pesi sull’ambiente e sul suo portafoglio lo spreco alimentare.

Se ci fermassimo a riflettere come una sola azienda riesca a ridurre di non poco l’impatto ambientale semplicemente cercando di riciclare e di utilizzare il più possibile il packaging dei propri prodotti con materiali eco-sostenibili, cosa si potrebbe fare se ogni singola azienda ma soprattutto ogni singolo consumatore prestasse più attenzione a quello che acquista e consuma.

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